Prendo la Brexit in contropiede

  • Prendo la Brexit in contropiede

    Bologna, la strategia di One Express: trasporti garantiti con il disbrigo preventivo delle pratiche.

    Problema burocratico numero uno, la gestione doganale. La Brexit ha portato a una riduzione degli scambi commerciali tra i Paesi europei e il Regno Unito, mettendo in crisi anche il sistema delle consegne: le code chilometriche di tir sulla Manica nei primi mesi dell’anno scorso sono l’emblema di un cambiamento traumatico.

    Ed ecco che da Bologna arriva un modello operativo a prova di Brexit. Lo mette in pratica One Express, corriere espresso punto di riferimento per il trasporto su pallet che proprio nel capoluogo emiliano- romagnolo ha sede: tutto passa da una gestione doganale preventiva che permette di non dilatare i tempi per il recapito delle merci. E se alcuni spedizionieri hanno sospeso le consegne nel Regno Unito, l’azienda bolognese guidata dal presidente Claudio Franceschelli ha «garantito la continuità dei trasporti in un delicato momento di passaggio, aprendo nuovi scenari per la logistica nazionale».

    Prima si sbrigano tutte le pratiche, comprese quelle relative alle fatture, poi si consegna. Facile a dirsi, più difficile dare concretezza all’idea. E allora come si fa? «Siamo stati uno dei pochi pallet network europei – spiega Andrea Scarabelli, area manager Europa e responsabile dello sviluppo rete affiliati Europa di One Express – a gestire l’organizzazione dalla sede centrale, mentre altri non si sono attrezzati in tal senso o hanno demandato tutto a loro affiliati spedizionieri. Abbiamo garantito le spedizioni con cadenze plurisettimanali, nonostante la maggiore rigidità delle dogane e l’inesperienza dei destinatari e dei mittenti nella produzione dei documenti corretti». La chiave del successo è «la richiesta a clienti e affiliati di una lavorazione preventiva delle fatture, determinanti per l’operazione doganale, così da poterle controllare per facilitarne l’accettazione».

    Grazie a questo sistema, il corriere espresso è riuscito ad assicurare «la continuità delle consegne anche in ambito food. Cibo e vino – osserva Scarabei – sono tra i prodotti che trasportiamo con più frequenza, abbiamo superato l’ostacolo in modo da gestire queste referenze». Strategica è la collaborazione con Simarco, gruppo Palletforce, realtà specializzata nei collegamenti con il Sud Europa. «Insieme al partner inglese – dice Alessandro Gagliardelli, responsabile customer service Europa e contenzioso di One Express – riusciamo a gestire ogni singola pratica, ponendoci come intermediario tra tutti gli attori della catena logistica. Abbiamo vissuto un cambiamento epocale, constatando l’impreparazione di molti».

    L’uscita del Regno Unito dall’Ue ha generato conseguenze innanzitutto per le aziende esportatrici e non solo nel business, ma anche nell’operatività: per quelle che già fanno export fuori dall’Europa è stato più semplice adattarsi al nuovo scenario, altre hanno trovato difficoltà. «Per quanto riguarda i trasporti – continua Scarabelli – va considerato che c’è comunque una tappa in più rispetto al passato, cioè il passaggio in dogana: i tempi di transito si sono inevitabilmente allungati, ma dopo un anno si stanno avvicinando sempre più a quelli pre-Brexit. E il nostro sistema funziona».

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